Museo internazionale delle etichette

Sede a Palazzo Leoni in corso Leopardi - Per informazioni e visite guidate: numero verde 800.439392

 Nasce nel 1987 a Cupramontana una raccolta singolare e, almeno per ora, unica nel suo genere. Il Museo internazionale dell'etichetta da vino, la cui concezione si deve allo storico e critico d'arte Armando Ginesi, ha sede presso il centrale Palazzo Leoni, è di proprietà dell'Amministrazione Comunale ed è posto sotto la competenza dell' Assessorato alle Attività Economiche. Le oltre sessantamila etichette raccolte vanno a comporre le tre sezioni in cui è articolato il museo: una prima storica, comprendente esemplari che risalgono al secolo scorso, una sezione artistica con esemplari unici realizzati da artisti e non destinati alla commercializzazione, e infine il comparto più consistente, con oltre quarantamila etichette provenienti da tutto il mondo. Come ogni devozione, pubblica o privata, esige, c'è una persona che sarebbe riduttivo definire conservatore del museo: il signor Franco Rossi è, infatti, appassionato collezionista, esperto di vini oltre che di etichette, custode di una memoria che, attraverso le immagini diverse e via via più ingenue risalendo a ritroso nel tempo, riporta ad anni in cui il vino, a Cupramontana, era elemento forte dell'identità culturale di molti, e la competenza empirica acquisita nel riconoscere, comparare, valutare i vini accostava questo territorio alle aree vitivinicole francesi, nelle quali rispetto per la cultura materiale e capacità di sperimentare differenze e somiglianze erano e sono patrimonio comune. Addentrarsi nei vari percorsi possibili del museo di Cupramontana offre motivi di interesse non solo agli appassionati di cose del vino: l'evoluzione della ricerca iconografìca, il legame a volte diretto con le tendenze pittoriche più affermate, le profonde differenze stilistiche tra nazioni o regioni rendono interessante la visita all'esposizione curata da Franco Rossi. Può risultare divertente come sfogliare i vecchi album Panini di figurine di calciatori e cantanti o rivedere i vecchi Caroselli, ma può anche aiutare a riconoscere segni e stereotipi ricorrenti nell'immaginario collettivo, a cogliere riuscite espressioni, non solo in assoluto ma proprio in rapporto al prodotto specifico, e non infrequenti cadute nel kitsch. Non meno interessante, specie per chi ha curiosità enologiche, indagare il modo in cui le etichette riflettono, specialmente nelle nazioni tradizionalmente produttrici di vino, i passaggi da una dimensione quotidiana e diffusa dei consumi a tempi in cui il vino diventa elemento edonistico, più che alimento. Nei casi delle nazioni cosiddette emergenti, da un punto di vista enologico, è divertente notare il ricorso a immagini del tutto "moderniste", completamente svincolate dall'iconografia tradizionale oppure, al contrario, l'emergere di quel fenomeno, presente anche in altri campi, che gli storici hanno definito "invenzione della tradizione".
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