FRANCESCO MENICUCCI |
| Nato il
25/7/1748 e morto il 12/3/1818.
Sacerdote del clero secolare e non monaco camaldolese come affermato dal Tesei e dell'Urieli. Dotto letterato, parlava correttamente il greco ed il latino, scrittore, poeta. Si interessò alla numismatica e archeologia, ebbe un sapere enciclopedico. Fu anche disegnatore ed incisore. I suoi disegni di antichi reperti romani ritrovati in Cupra Montana si possono ammirare ancora nei manoscritti rimastici. Nell'archivio parrocchiale di S. Leonardo è conservata anche un'incisione del Menicucci su rame raffigurante la Madonna della Colonna. Ordinò gli Archivi Capitolari ed Episcopali di Jesi, di Fermo, di Sarsina, e dell'Archivio Granducale di Firenze. Soprattutto fu storico, raccolse in opere a stampa e manoscritte memorie di Cupra Montana e di Jesi. Riuscì a dare alle stampe con i proventi del suo lavoro di archivista le seguenti opere:
Stese inoltre sempre per le Antichità Picene del Colucci ampie dissertazioni sulla "Lapide di Cupra Montana" (Vol. III pag. 338-379) e sui risultati di scavi archeologici effettuati in Massaccio (Vol. XV pag. 220-225). I suoi numerosissimi manoscritti furono ordinati nel 1863 dal Canonico Antonio Zanotti. Quaranta anni dopo erano già perduti, insieme alla sua biblioteca e ai reperti archeologici che aveva raccolto. Fortunatamente gran parte di questo materiale storico e biografico del Menicucci di rilevante interesse, eccetto i reperti archeologici, comprendente documenti importantissimi riguardante la storia locale e di città e paesi marchigiani, nonché vari libri di stampa risalenti al 1500, venne rinvenuto per caso dall'Arciprete Don Attilio Cavalletti. Attratto dalla presenza di numerosi volumi e incartamenti ammassati disordinatamente in un locale al centro del paese da due raccoglitori di stracci e cartaccia, incuriosito li osservò e costatò che vi erano libri di notevole valore sia per l'antichità della stampa sia per la loro rarità, nonché molti manoscritti del Canonico Francesco Menicucci. Immediatamente decise di acquistare quello che gli sembrava più importante e cioè oltre i due terzi di tutto il materiale, mentre il resto venne acquistato poi da Giuseppe Capogrossi. Ora il materiale acquistato dall'Arciprete è collocato nell'archivio parrocchiale di San Leonardo, così tale archivio già ricco per le memorie ivi conservate è divenuto di maggiore importanza essendo unica fonte di preziose notizie per la storia di Cupra Montana, che ha avuto, specie nel 1700 un particolare splendore. Altri manoscritti si conservano presso la Biblioteca Comunale. |