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Giangiacomo
Di Giuseppe è nato il 17 agosto 1972 a Cupramontana (AN). Fin da ragazzo
ha manipolata la plastilina e l'argilla, creando forme sia realistiche che
fantastiche. Ha seguito il Corso di Decorazione Plastica presso l'Istituto
d'arte di Ancona, conseguendo il Diploma di Maestro d'Arte. Ha appreso la
tecnica della scultura nello studio dello scultore Sandro Pagliuchi, insegnante
dell'Accadamia di Roma. Nei suoi principali lavori, prodotti a partire dal
1997. Giangiacomo Di Giuseppe esprime stati d'animo di dolore, rabbia e
rivolta, frutto di un profondo pessimismo dovuto ad alcune spiacevoli esperienze
della sua vita e ad una appassionata riflessione sulla difficile condizione
umana, particolarmente nella nostra epoca. La rabbia si trasforma spesso
in lotta contro il perbenismo, il moralismo ipocrita, la sopraffazione dei
furbi, potenti e ricchi sui semplici, deboli e poveri. Di qui la predilezione
dell'artista per personaggi-simboli come Gesù Cristo, Santa Giovanna D'Arco,
San Francesco d'Assisi, Che Guevara, Ghandi, Geronimo, Jim Morrison, Rino
Gaetano. Altre volte il risentimento si stempera nel perdono cristiano,
nella speranza del cambiamento o nell'evasione verso temi e personaggi comici,
mitici o di mondi alieni. Le caratteristiche
principali dello stile di Giangiacomo Di Giuseppe sono la spontaneità, l'immediatezza
e il rifiuto del vuoto formalismo accadamico. "Le opere di questo artista esprimono smorfie di dolore e grida su volti tormentati. Mostrano mani nervose, pugni serrati, corpi scheletriti di uomini in catene, barboni, soldati. Un volto di Cristo sembra dire tutta l'amarezza della condizione umana." (Augusta Franco Cardinali) |
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I lavori sono in gesso o in terracotta. L'artista ha partecipato ad una collettiva di carattere religioso a Teramo, presso la Chiesa dello Spirito Santo, dove sono ancora esposti due bassorilievi raffiguranti la testa di Cristo e una statua della Madonna. Ha inoltre tenuto una personale presso il Palazzo Leoni di Cupramontana nel Natale 1999.