| Il sodalizio tra i due pittori dura a lungo. In quel periodo Bartoli frequenta assiduamente lo studio del Landi, il cosiddetto "Conventino", eseguendo lavori in studio o seguendo il maestro durfuìte la realizzazione di lavori all' aperto, come
la. riproduzione pittorica dei paesaggi fiorentini da cui ha assorbito, rivivendole, le esperienze "Macchiaiole". Ne seguirono anni di severa e costante applicazione ricchi di esperienze nel vasto e complesso panorama delle arti figurative. Olio, tempera, acquarello, pastello, affresco, scenografia, restauro, fanno parte del bagaglio tecnico e culturale dell' artista. Ma questa "Erudizione Pittorica" non sarebbe di per se sufficiente, se Bartoli non fosse artista capace di usare la sua maestria tecnica come "semplice strumento" per tradurre il mondo che lo circonda in immagini poetiche. Nel 1938 decide di partire per l' Africa, che farà scoprire al giovane artista marchigiano, la luce, quale protagonista garbata, ma assoluta, di tanti suoi dipinti. Di quel periodo sono da ricordare i veloci bozzetti-ritratti autenticamente "veri" di "indigeni" o di soldati e ufficiali inglesi, testimoni indelebili degli incontri che tumultuosamente si inseguono. Rientrato in Italia nel 19471'attività pittorica di Bartoli non conosce soste. L 'elemento
qualificante dei suoi quadri continuerà ad essere l'autenticità della pittura che vi è dentro. Tante personali e collettive testimoniano i quasi sessant'anni di attività.
Dalle mostre sindacali degli anni Trenta alla personale di Dema (Libia) 1940, a quelle tenute a Temi negli anni Settanta e a Pesaro "Sala Laurana" del Palazzo Prefettizio nel 1985-87, alle tante nella natia Cupra Montana, fino alla grande " Antologica" ospitata nel Centro Culturale Polivalente di Chiaravalle nel 1988 e all' altra " Antologica" in Palazzo Leoni a Cupra Montana. L 'attività dell'artista è testimoniata, inoltre, dagli affreschi realizzati in varie chiese e palazzi nobiliari, dove si è anche espressa l' abilità del restauratore e del decoratore. Altra sua grande passione fu l'insegnamento, in cui Bartoli espresse grande umanità oltre ad indiscusse capacità tecnico-didattiche. Ha tenuto un corso quinquennale di disegno e di pittura presso il Centro Culturale Polivalente di Chiaravalle riuscendo a plasmare, giorno per giorno, gli allievi che più assiduamente hanno frequentato la sua "bottega" in via Gramsci a Chiaravalle diventata col tempo essa stessa luogo d'insegnamento del mestiere di pittore. E' stato docente del corso di "Disegno e Pittura" che si è tenuto presso l'Università della Terza età con sede a Falconara (Ancona). Nel 1993 gli fu assegnata la "Ginestra d'Oro del Conero" (XX m edizione) insieme a Piero Dorazio, Luciano Minguzzi, Roberto Rampinelli, Luciano Ventrone e alla scrittrice e critico d' arte Liana Bortolon. A Cupra Montana, nei mesi estivi del 1992 e 1993, tenne un Libero Corso di Disegno e Pittura organizzato dall' Amministrazione Comunale. E' morto a Chiaravalle il 20 luglio 1994.
|